Franz KEISERMANN

(Iverdon 1765- Roma 1833)


Veduta di Roma da Villa Madama con San Pietro e il Tevere, 1803


Penna inchiostro marrone e acquerello, tocchi di gomma arabica per il fogliame
cm 67 x 102


Firmato a datato in basso a sinistra: ‘F. Keisermann. Roma. 1803


Firmato, datato e iscritto a penna con inchiostro nero sul retro:
vista di Roma presa da Villa Madama/ al…della collina disegnata e dipinta da F. Keisermann artista a Roma il primo maggio. 1803


 

Descrizione

Rare sono le vedute di Roma da Monte Mario eseguite dal Keisermann. Il punto di veduta è da Villa Mellini i cui celebri filari di cipressi si levano solenni sulla destra. Le figurine che appaiono fra gli alberi sono di Bartolomeo Pinelli che proprio nel 1803 iniziava la sua collaborazione col Keisermann.

La città giace lontana e però se ne distinguono con agio le lenticolari cupole, i palazzi, le vestigia più antiche. Il vasto territorio che si apre tra le Mura Aureliane  e le pendici di Monte Mario ricorda che nel passato Roma era una “metropoli agreste” in quotidiano, simbiotico rapporto con la sua Campagna. 

François Keisermann giunto nel 1792 a Roma incontrò un altro pittore svizzero Abraham Louis Rodolphe  Ducros, affermatosi come acquerellista raffinato “che si sforza di ottenere con la tecnica della pittura ad acqua gli stessi efffetti di quella ad olio” . Sembra proprio che fu lo stesso Ducros a volere a Roma nella sua bottega come aiuto il giovane Keisermann.

Già nei suoi primi acquerelli Keisermann mette a buon frutto gli insegnamenti del maestro: ne assimila i colori  e la tecnica, dipinge in parte gli stessi soggetti.

Il sodalizio con il maestro si interrompe presto e risale a questo periodo il viaggio che portò  Keisermann a Napoli e a Paestum. Nel 1798 si trasferì definitivamente a Roma, il suo grande talento, non disgiunto dal senso degli affari, le alte quotazioni presto raggiunte dai suoi acquerelli, ma anche il carattere forte ed autoritario, fecero di Keisermann un artista celebre oltre che di solida posizione economica. La fama di Keisermann fu confortata dalla stima e all’apprezzamento di titolati committenti come il Gran duca Michele di Russia, la duchessa Elisabetta di Devonshire, regina dei salotti romani, Camillo Borghese, il principe Gustavo di Svezia e numerosi altri influenti e importanti personaggi della Roma del tempo. 


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