Georges CLAIRIN

(Parigi 1843- Belle-lle-en-Mer 1919)


Montagne a Tebe


Olio su tela
cm. 88,9 x 148,6
Firmato in basso a sinistra: G. Clairin.
Etichetta sul retro: The Brooklyn Institute of Arts and Science Brooklyn Museum / Artist: George Clairin / Title: Mountains at Thebes, West Nile Bank / Owner: Brooklyn Museum # 2768 / Address: gift of the estate of Chas. Wilbour / Date: through Evangeline Wilbour 1916


Provenienza: Collezione di Charles Wilbour, donato nel 1916 al Brooklyn Museum


Esposizioni: Brooklyn Museum.

Descrizione

George Clairin nacque a Parigi l’11 settembre 1843[1]. Nel 1861 si iscrisse alla Scuola delle Belle Arti di Parigi, dove studiò con François Picot e Isidore Pils, mentre al 1866 risale il primo dei tanti contributi che inviò al Salon, Episodio di un Coscritto del 1813. Nel 1868 si unì al pittore Henri Regnault in un viaggio in Spagna, dove venne colpito dall’architettura moresca e influenzato dal pittore orientalista spagnolo Mariano Fortuny y Marsal. Dalla Spagna, poi, i due si spostarono a Tangeri dove Clairin effettuò un attento studio del costume locale e costruì una casa e uno studio in società con Regnault.

Durante gli anni settanta del 1800 Clairin prese parte alla decorazione dell’Opéra di Parigi. Eseguì inoltre imponenti lavori ornamentali per edifici pubblici di Cherbourg, Tours e Montecarlo, e dipinse paesaggi e ritratti di donne della società e del teatro, in particolare Sarah Bernhardt.

I successivi lavori orientalisti dell’artista mostrano uno spiccato interesse per il costume e per il décor, probabilmente dovuto alla sua esperienza in qualità di pittore di soggetti teatrali. Non fece più ritorno nel Nord Africa né nel Medio Oriente e i dipinti di donne che realizzò in seguito si concretizzarono essenzialmente in studi del costume legati più alle consuetudini del palcoscenico parigino che all’attualità della vita quotidiana musulmana.

Clairin vinse numerosi premi accademici e nel 1901 gli fu dedicata una importante retrospettiva a Parigi. Continuò a sottoporre grandi tele orientaliste al Salon della Société des Artistes Français fino alla prima guerra mondiale. Infine morì a Belle-lle-en-Mer, il 2 settembre del 1919.

L’opera qui presentata è una splendida resa della catena montuosa desertica che circonda Deir el-Bahri, un complesso di templi all’interno del quale è situato il Tempio di Hatshepsut, i cui resti si possono scorgere all’estrema sinistra del dipinto.

Charles Edwin Wilbour (1833 – 1896), dal cui asse patrimoniale fu fatto dono di questo dipinto al Brooklyn Museum, si accostò tardi all’egittologia (e nonostante ciò fu il primo egittologo americano qualificato)[2]. Nato a Rhode Island, frequentò la Brown University, dove si distinse per la sua abilità nelle lingue. Nel 1854, dopo aver imparato da autodidatta la stenografia, intraprese la carriera di giornalista lavorando per il New York Herald Tribune e poi passando al New York Transcript. Erudito onnivoro, studiò legge e nel 1859 fu ammesso all’esercizio della professione forense, intanto che si dedicava alla traduzione di alcuni lavori dal francese all’inglese, inclusi I Miserabili (1862) di Victor Hugo e La vita di Gesù (1864) di Ernest Renan. Oltre alle altre occupazioni, lavorò per il municipio come stenografo, presso l’Ufficio Elezioni, e per la Corte Suprema. La decisione di Wilbour di viaggiare in Francia, dove studiò Egittologia con Gaston Maspero, coincise con la caduta nel 1871 della cerchia guidata dal dirigente politico Tweed.

A partire dal 1880, Wilbour trascorse gli inverni in Egitto, dedicandosi alla ricerca, alla creazione di una collezione di reperti antichi e di quando in quando ad aiutare Maspero, suo insegnante e capo del Dipartimento Antichità Egiziane. Wilbour godette di un alto rispetto tra i suoi contemporanei per l’accuratezza nella trascrizione delle iscrizioni e la generosità con cui metteva a disposizione le proprie conoscenze, anche se non pubblicò che un solo articolo sul proprio lavoro, una relazione del 1890 sui perfezionamenti dei canali d’acqua durante il regno di Thutmoses III (1504 – 1452 a.C.). La collezione e la vasta biblioteca giunsero al Brooklyn Musem per espressa richiesta della vedova, Charlotte Beebe Wilbour. La biblioteca, comprendente circa 2500 volumi, inclusi alcuni un tempo appartenuti all’archeologo Karl Lepsius (1810 – 1884) fu donata nel 1916, mentre la collezione e un lascito in denaro furono oggetto di successive donazioni.

 


[1] Dati biografici tratti da The Grove Dictionary of Art, Donald A. Rosenthal

[2] Dati biografici su Charles Wilbour tratti da“Wilbour’s Legacy”, Archaeology Online, 18 agosto 2005


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