MASSIMO LISTRI - Ritratti d'interni

WeimarFrancesca Antonacci inaugura la sua nuova galleria - uno spazio magnifico posto all’interno di uno dei cortili più scenografici di Roma – con una mostra dedicata al più elegante fotografo italiano d’interni, il fiorentino Massimo Listri, che, per l’occasione, propone venti dei suoi grandi ritratti di luoghi sospesi tra realtà e sogno.
Scrive Camillo Langone, una delle penne più raffinate e spiritose del giornalismo italiano: “Oscar Wilde voleva vivere all’altezza delle sue porcellane, io voglio vivere all’altezza delle foto di Massimo Listri, il più grande fotografo italiano d’interni….Listri scatta foto bellissime in ambienti bellissimi, quindi è bellezza al quadrato, un fulgore che alle persone troppo sensibili potrebbe causare capogiro (la sindrome di Listri). Ma anche le persone di sensibilità media mentre si avvicinano alle sue grandi immagini sentono una voce oltremondana che domanda: Ne sarai tu degno?”.
In effetti, nessuno come Listri sa mettere in posa un ambiente, quale che sia, esaltandone la bellezza sino a trasformare il suo doppio fotografico nella rappresentazione del luogo ideale, quello che non ci si stancherebbe mai di guardare e nel quale si vorrebbe a tutti i costi essere, tranne magari rendersi conto, leggendo la didascalia che accompagna l’opera, che in quel posto ci si è passati mille volte senza vederlo, indifferenti di fronte alla sua grazia.
Cofondatore con Vittorio Sgarbi e Franco Maria Ricci di FMR - la rivista che, all’inizio degli anni ’80, si impose nel mondo dell’editoria italiana proprio per la squisita perfezione dell’apparato fotografico - Massimo Listri è un ricognitore della bellezza, un globetrotter impegnato nell’instancabile ricerca di quei giacimenti del gusto e della cultura che ogni paese del mondo cela all’interno del proprio patrimonio architettonico. In oltre tre decenni di carriera ha perlustrato l’Europa palmo a palmo riportando alla luce la magnificenza di apparati decorativi abbandonati all’oblio dall’avvento di nuovi orientamenti estetici o dall’inaccessibilità degli edifici che li custodiscono, ma ha anche dimostrato la nostra incapacità di cogliere il fascino dei luoghi della vita quotidiana.“L’occhio di Listri – sottolinea Vittorio Sgarbi –“educa il nostro a vedere anche quello che rischierebbe di non vedere, o di non avvertire, soprattutto gli armoniosi volumi delle stanze. Listri adora le simmetrie, i punti di fuga, le visioni laterali, estendendo il campo della visione sino al più estremo limite”.
La mostra ideata da Francesca Antonacci coinvolge il visitatore in un itinerario attraverso l’Europa, privilegiando alcune tematiche che sono un po’ il leit motiv della fotografia di Listri e cioè le fastose biblioteche conventuali e palatine che sono state nei secoli custodi e centri propulsori della civiltà umanistica e i luoghi del collezionismo d’arte. In particolare, le wunderkammern e gli scrigni architettonici di ogni tipo inventati per ospitare e celebrare le grandi collezioni d’arte sono da sempre al centro della poetica di Listri. Non stupisce pertanto la scelta di ambientare l’esposizione nel nuovo, raffinato spazio progettato dall’erede di una famiglia di antiquari che ha legato il proprio destino a quello di alcuni dei più importanti collezionisti d’arte del ‘900.
In un’epoca in cui l’impatto della specie umana sull’ambiente è diventato punto focale di riflessione, le fotografie di Listri ricordano, in assoluta controtendenza, che l’uomo non è soltanto il distruttore dell’armonia del mondo in cui vive, ma anche il creatore di ambienti la cui bellezza compete orgogliosamente con quella della natura. 
Il gusto dell’esplorazione unito al culto del bello: il fotografo che cattura l’animo dei luoghi creati dall’uomo nella nuova galleria di Francesca Antonacci.
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Massimo Listri è considerato uno dei maggiori fotografi d’interni e di architettura del mondo. Collabora con numerose riviste tra cui "AD" e "FMR", di cui nel 1981 è stato cofondatore insieme a Vittorio Sgarbi. Ha pubblicato dai primi anni Ottanta circa 50 libri. I suoi grandi ritratti di interni sono stati protagonisti di mostre ospitate da prestigiose istituzioni pubbliche. Di recente: Palazzo Reale (Milano 2008) e Palazzo Pitti (Firenze 2009).


 

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