GALILEO CHINI

An italian painter in the court of the King of Siam

Rome, June 2007

Chi, quando pensa a Chini, ha ancora in mente il pittore delle nature morte e dei paesaggi versiliani, l’artista risolto nell’etichetta di pittore liberty o post-macchiaiolo, visitando questa mostra dovrà ricredersi: Chini fu qualcosa di più.
Nella prima parte della sua carriera, quella che precede il fatidico viaggio in Siam, fu non un pittore liberty, ma il pittore liberty per antonomasia, l’incarnazione del nuovo mito dell’Art Nouveau. All’apice della fama, coglie al volo la straordinaria opportunità di viaggio offertagli da re Rama per aggiornare completamente il suo linguaggio. Quando, nel 1911, si imbarca da Genova alla volta di Bangkok, l’esperienza liberty appartiene già al passato. La necessità di rappresentare le intense emozioni che il nuovo mondo gli procura suggerisce a Chini soluzioni inedite e lo proietta nel contesto di quell’impressionismo psicologico chein Europa fece proseliti fra artisti grandissimi, come Bonnard, Vuillard, lo stesso Matisse, mentre in Italia fu appannaggio di personalità originali come De Pisis, Semeghini, Tosi e Cavaglieri”.

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